Tradizione giapponese le spade

November 21, 2005 · Print This Article

Se la spada necessita per il suo uso e la sua manutenzione di numerosi accessori, quello piú importante e visibile, quando essa è portata al fianco, è la tsuba.
La tsuba, la guardia della spada, è una placca metallica di forma, dimensioni e spessore variabili, che ha lo scopo pratico di proteggere la mano del guerriero, ma che indica allo stesso tempo il rango sociale del suo proprietario.
Fino al XVII secolo, la tsuba era essenzialmente l’opera di armieri (kachusi) e forgiatori di spade (tosho), e consisteva in dischi di ferro molto sobri, con decorazioni geometriche.Dopo il XVII secolo le tsuba sono diventate opera di orafi, e riflettevano il sempre piú pronunciato gusto per la decorazione, per la raffinatezza dei motivi, a cui si aggiunge il gusto tipicamente giapponese per la miniaturizzazione; in quel periodo, la tsuba diventa un vero e proprio gioiello ricavato da leghe preziose, dall’aspetto scintillante e con la superficie riccamente ornata.I soggetti rappresentati sono davvero innumerevoli, e ricoprono tutti gli aspetti della cultura giapponese; fra le miriadi di motivi trattati, vi è uno che attira piú frequentemente l’attenzione dei collezionisti: la decorazione animalista.
La limitazione del soggetto non è che apparente, essendo esso stesso cosí vasto da ricoprire piú tipi di rappresentazioni differenti.Innumerevoli specie di animali, insetti, uccelli, pesci sono rappresentati nelle tsuba, isolati o nel loro ambiente, a riposo o colti durante la loro attività caratteristica.
Fra i piú frequenti la tigre, la scimmia, il cavallo, il serpente, la gru, I’aquila, la carpa.La scimmia è uno dei dodici animali dello zodiaco. La sola specie esistente in Giappone è il macaco, e le altre varietà sono copiate da pitture cinesi (come le scimmie dalle lunghe braccia). La tigre, facente parte anch’essa dello zodiaco, non esiste in Giappone e le sue rappresentazioni tradizionali, copiate da stampe cinesi, fanno piuttosto pensare ad un grosso gatto. L’elefante è stato sovente rappresentato sulle guardie copiando la celebre tsuba di Yasuchika, commemorante l’invio di un elefante bianco in Giappone da parte del re del Siam durante 1′era Kioho (1716-1735).Molto spesso gli animali sono rappresentati associati simbolicamente a piante, ad elementi o fra essi. Il cervo e l’acero simboleggiano I’autunno; la gru e il pino la longevità, come pure la gru e la tartaruga. Questa ultima associazione trova la sua origine nella dottrina taoista secondo la quale i due grandi principi che costituiscono l’universo, quello celeste e quello terrestre, sono rappresentati da questi due animali.
La scimmia è spesso rappresentata nell’atto di tentare di afferrare il riflesso della luna nell’acqua, a simboleggiare evidentemente l’illusione del desiderio di possesso materiale. La carpa che rimonta la corrente simboleggia la determinazione e la perseveranza.
La rappresentazione piú frequents della tigre la vede associata al bambú sotto la pioggia; ció simboleggia che anche la potente tigre fugge davanti alla tempesta c cerca la protezione del debole bambú. La lepre è molto spesso rappresentata mentre contempla la Luna e simbolizza la longevità; mentre in occidente si vede un volto nella Luna, in estremo oriente ci si vede un coniglio che, secondo la leggenda, prepara un elisir di lunga vita.Come tutti i paesi, anche il Giappone ha una varietà di racconti e leggende, e il valore che in questo paese si attribuisce alla loro illustrazione simbolica è molto importante. Un modo classico del Giappone per illustrare una storia complessa prevede che solo un’immagine simbolica sia mostrata, ad esempio qualche elemento selezionato fra l’insieme degii elementi caratteristici della storia stessa, ed è la cultura e l’immaginazione di chi ammira l’opera a completame il senso.
Una tsuba raffigurante un’ape che attacca una scimmia e, sull’altra faccia, un granchio, illustra uno del racconti per bambini piú popolari del Giappone, il “Saru Kani Kassen”, la guerra delle scimmie e dei granchi.
Nel folklore e nella mitologia orientale esistono numerosissimi animali mitologici, quasi tutti di origine cinese, che giocano spesso un ruolo piú importante di quello degli animali reali: si distinguono svariate categorie: animali di aspetto esteriore ordinario, ma dotati di poteri particolari (volpi che possono tramutarsi in donna, tassi che si tramutano in teiere, tartarughe millenarie); animali di dimensioni straordinarie, o che possono moltiplicare le proprie membra (volpi a nove code, scimmie a quattro orecchie, maiali a due teste); animali totalmente fantastici, la categoria piú importante, tutti di origine cinese, fra i quail i piú noti sono il dragone, l’uccello di Ho, il Kirin.Lo Ho, equivalente alla nostra fenice, è rappresentato dall’unione di elementi del fagiano, del pavone e dell’uccello del paradiso. Il suo ricco piumaggio a cinque colori rappresenta le cinque virtú principali: l’umanità, la decenza, la saggezza, la fedeltà e l’amore.
Associato al ramo di Kiri (paulownia) simboleggia l’autorità imperiale; in Cina, ad esempio, era il simbolo dell’Imperatrice, ed era spesso associato al dragone, simbolo dell’Imperatore.
Il dragone è sicuramente il soggetto piú rappresentato nell’arte dell’estremo oriente, in particolare nelle tsuba. Il dragone imperiale ha cinque artigli, quello principesco quattro, mentre il dragone del comune doveva averne tre.
Il dragone è dotato di innumerevoli poteri; spesso è rappresentato insieme alla tigre, quest’ultima rannicchiata in una caverna o nascosta fra i bambú, mentre il dragone appare fra le nuvole circondato di stelle. Simboleggiano il dominio degli elementi su tutti gli animali della terra.Il dragone rampante contro il monte Fuji simboleggia il successo nella vita.Oltre alle difficoltà tecniche, era un vero e proprio esercizio di stile la rappresentazione di soggetti cosí complessi su superfici tanto piccole e dalla struttura determinata, che dovevano avere caratteristiche idonee all’uso pratico della spada. Le regole di composizione furono influenzate fortemente dal modo di portare la spada, e i soggetti principali erano solitamente centrati sulla parte piú visibile della tsuba.

Comments

One Response to “Tradizione giapponese le spade”

  1. filippo on March 26th, 2007 2:59 pm

    good job

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