Storia dei tatuaggi

December 13, 2005

La parola tatuaggio deriva dal polinesiano “tatau” che letteralmente significa battere o marchiare e indica il picchiettare del legnetto sull’ago per bucare la pelle.
L’introduzione di questo termine polinesiano è da attribuire al capitano James Cook che nel suo diario descriveva la tecnica del tatuare degli indigeni polinesiani.
Da tatau quindi poi derivò la parola inglese tattoo.
Il tatuaggio è ormai provato che ha origini molto antiche: é stato trovato in una grotta in Francia un punteruolo molto appuntito ricavato da un osso di renna che molto probabilmente fu usato per tatuare durante il paleolitico superiore.
Scavi archeologici hanno riportato alla luce resti di uomini e donne tatuati vissuti fino a 6000 anni fa, appartenenti a popolazioni sudamericane, nordamericane, eschimesi, siberiani, cinesi, egiziani e anche italiane.
Chi si tatuava, si incideva dei segni sul corpo che dovevano comunicare un messaggio a chi li vedeva.
Il tatuaggio poteva comunicare che chi lo portava era un re, un nobile, un valoroso, un guerriero, oppure uno schiavo o un delinquente, o che apparteneva a una setta religiosa, a un esercito, a un gruppo politico, a un movimenti culturale e così via.
Il tatuaggio poi, era considerato un modo per abbellire il corpo, per diventare più belli.
Nelle società tribali erano i re e i nobili a tatuarsi o comunemente i ricchi, coloro che potevano permetterselo; i tatuatori erano trattati con gran rispetto e ricompensati lautamente per la loro opera.
Gli egizi li usavano durante le cerimonie funebri, a Roma i Legionari si tatuavano sul braccio il nome del loro generale o dell’imperatore e la data del loro ingaggio mentre venivano invece marcati per infamia i disertori, i prigionieri e gli schiavi.
I Celti adoravano come divinità anche animali quali il toro, il cinghiale, il gatto, gli uccelli e i pesci e in segno di devozione se ne tracciavano i simboli sulla pelle. Ancora oggi i tatuaggi celtici contengono queste figure tra i soggetti che vengono in essi rappresentati.
I Britanni, il cui nome deriva da “brith” ( dipingere ) non portavano altre vesti che dei mantelli fatti con peli di bestie selvagge e si facevano sul corpo incisioni di varie forme e figure che riempite con un succo di coloro scuro, davano loro una tinta che non si cancellava mai.
Fra i primi cristiani era molto diffusa l’usanza di tatuarsi un tau, la figura delle croce di Cristo, sulla fronte.
I Turchi si tatuavano simboli religiosi per garantirsi una sepoltura in terra consacrata.
Poi fino ai racconti e alle spedizioni di James Cook il tatuaggio scomparve dall’Europa anche in seguito ad una Bolla Papale che ne vietava la diffusione.
All’epoca di Cook nasce il tatuaggio moderno occidentale: i marinai si facevano tatuare durante i loro viaggi in oriente, imparavano le tecniche, cominciavano a tatuarsi a vicenda e nel giro di pochi anni in tutti i grandi porti europei e americani si poteva trovare un tattoo shop.
Così a mano a mano il tatuaggio venne sempre più conosciuto ed apprezzato fino ad arrivare ai giorni nostri dove ormai è possibile trovare diverse tecniche e farsi tatuare ciò che più ci piace in qualsiasi parte del corpo.

Tattoo Convention Milano

December 8, 2005


Milano Tattoo Convention

MOSTRE ed EVENTI: un appuntamento culturale con più livelli d’interesse

inerenti al tatuaggio a livello mondiale. Avvalendosi della collaborazione di Tattoo Life, rivista leader del settore, presente in 48 paesi in 6 lingue differenti (italiano, francese, tedesco, spagnolo, inglese e giapponese), la manifestazione che avrà luogo presso il Centro Congressi Quark Hotel di Milano oltre a presentare le performance dei 100 tatuatori di vertice nel mondo, proporrà alcuni eventi collaterali di grande spessore legati ad ambiti culturali diversi.Living Art of Pacific Tattoo
Mostra fotografica curata da Steven Ball e Serena Stevenson questa mostra ritrae la storia e la cultura dei tatuaggi Maori e Polinesiani, cultura spesso reticente a mostrarsi all’esterno. Splendide fotografie in bianco e nero che ritraggono i maori durante il processo del tatuaggio tradizionale e moderno, mostrando i diversi patterns che esprimono la cultura e la storia di questo straordinario popolo.

The Japanese Tattoo Institute
Mostra di quadri e scrolls a tema giapponese realizzati da Matti e da altri artisti, ispirati alla cultura e alle leggende di eroi e miti giapponesi.

Belle Epoque
Dopo il successo di Londra sarà riproposta a Milano la mostra fotografica Belle Epoque, che ritrae la splendida modella Sophie Meister in una serie di immagini che ritraggono la sua bellezza e lo splendido accostamento tra moda e tatuaggi.

Art Fusion Experiment
In convention unica data dell’art fusion un movimento d’arte che dopo essere stato ospitato in diverse gallerie d’arte, ha suscitato un interesse tale in America che MTV dedica una rubrica fissa nei suoi palinsesti alle riprese di questo movimento che raggruppa artisti del tatuaggio provenienti da circa trenta paesi del mondo. Art Fusion Experiment nasce per due motivi fondamentali: il primo è quello di muovere idee e di trovare una fattiva collaborazione tra artisti; il secondo è quello di comunicare al mondo quali sono i cardini su cui si muove la tattoo art. Dipinti che nascono da un’idea e attraverso un lavoro comune, a più mani, prendono strade inconsuete. Il prodotto finale di questo modo di procedere risulta sempre qualcosa di sorprendente, stupefacente e interessante, frutto dell’arte di ciascuno, ma anche dell’innovazione e della differente interpretazione che ogni tatuatore dà all’opera in atto. Rispetto ad una creazione tradizionale, interviene in questo caso l’aspettativa della modifica: sappiamo che qualcuno modificherà ciò che il singolo artista ha creato, partendo dal presupposto che ciascun tatuatore apprezza e stima il lavoro degli altri. In Art Fusion Experiment è insito anche un grande valore umano: tutti gli artisti di talento relegano il proprio ego in secondo piano per collaborare in qualcosa di importante e nuovo. In tal modo si crea una situazione di equilibrio, poiché la personalità del singolo concorre a un’elaborazione collettiva e deve tenere conto di ciò che è già stato fatto dal tatuatore precedente.

Un appuntamento divenuto di “culto”

Come spesso accade i grandi eventi partono da piccole ma geniali idee. Le prime due edizioni della Milano Tattoo Convention si tennero presso l’associazione motociclistica Indian’s Saloon, un live-band-biker-bar tra i più famosi in città. Fu una grande festa con tantissimi concerti a cui parteciparono più di 3000 persone arrivate da tutta Italia per divertirsi, tatuarsi e ascoltare molta musica. Visto il successo della manifestazione si replicò l’anno seguente; l’adesione fu tale che l’edizione del febbraio 1998 si tenne all’interno del Palavobis, una location pronta ad accogliere le 10.000 persone che arrivarono da ogni regione. E lì la convention rimase fino al 2000, anno in cui si inaugurò il nuovo spazio nei pressi del Filaforum di Assago dove furono ospitate migliaia di persone in grandi tensostrutture riscaldate. La VII Milano Tattoo Convention ebbe invece luogo al PalaAcquatica, contando la presenza di decine di tatuatori italiani e internazionali, reali “stars” del mondo tattoo, e ospitando una mostra d’arte con l’esposizione di dipinti realizzati dai più importanti tatuatori di fama mondiale. Straordinaria anche in quest’occasione la presenza di un pubblico, sempre più informato, qualificato e attento alle nuove proposte presentate. L’edizione 2003 compì il grande salto di qualità con un location prestigiosa quale il Centro Congressi Quark Hotel, le numerose mostre, conferenze ed esibizioni programmate e la presenza di tatuatori sempre più noti ed amati dal pubblico di settore. Le edizioni 2004 e 2005 hanno confermato la location dimostratasi ideale per accogliere il pubblico e gli artisti sempre più numerosi. Altre info sulla Convention di Milano